URBAN SCRATCH solo show at Federico Bianchi gallery 15 October – 23 December 2005 Milano

 

La città infinita

Le aree metropolitane sono oggi caratterizzate da una forte perdita di identità.

I sistemi organizzativi e costruttivi, legati ad accogliere una popolazione in crescente spostamento, aggravano il problema dell’identità offrendo soluzioni sempre più standardizzate. Questo processo annienta il tessuto connettivo originario.

L’identità morfologica dei “non luoghi”, come stazioni, aeroporti e metropolitane, è quella che oggi rappresenta la struttura della funzionale metropoli moderna; gli identici quartieri dormitorio come gli uffici e le zone residenziali, di ogni città, la privano di carattere proprio.

Il ripetersi degli stessi negozi, marchi e pubblicità in ogni paese, il forte dominio delle multinazionali, la crescente ricchezza multirazziale e multiculturale costringono l’individuo ad abbandonare una identità tradizionalmente legata al luogo geografico e lo rendono protagonista, consapevole o inconscio, di una nuova era.

Leggo gli schemi che organizzano e formano la struttura fisica in cui questa società si muove; estraggo da questo panorama le forme standardizzate e ripetitive che lo caratterizzano. Cerco i segni caratteristici ed evidenziandoli li rendo icone del sistema.

I graffiti preistorici evocano la struttura della società primitiva. Ricordano con semplicità le tracce di una società agli albori. I segni ottenuti con il carbone, con gli ossidi, le terre ecc, richiamano la matericità delle loro caverne e dei loro sentieri. La rappresentazione sparsa di uomini, aratri ed animali, raffigura la struttura disordinata della loro società.

Altri nel corso dei secoli hanno usato gli strumenti del loro tempo: all’uso del carbone e delle terre, ho sostituito il computer, strumento focale della società tecnologica.

Ad una composizione sparsa di uomini, attrezzi e forme organiche, ho sostituito ripetizioni ordinate di ambienti urbani, legate e composte in strutture ortogonali.

L’uso del computer e l’utilizzo ossessivo della forma quadrata vogliono mettere in evidenza l’aspetto identitario della società attuale che, sotto l’apparente libertà, si rivela strutturata in rigidi schemi organizzativi, composti e ricomposti nella città tendenzialmente infinita.

Jacopo Prina

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il ripetersi degli elementi urbani e dei simboli del nostro tempo, costringono l’individuo ad abbandonare un’appartenenza legata al luogo geografico e lo rendono cittadino di una società infinita e globalizzata (daMilano a Berlino, da Londra a New York, da Tokyo a Singapore).

L’artista, in cerca d’identità, legge gli schemi che organizzano e formano la struttura fisicain cui questa società si muove. Estrae da questo panorama le forma standardizzate e ripetitive, riconoscibili nella nostra vita quotidiana: una finestra, un citofono, un marchio. Le moltiplica, le rimpicciolisce o le ingrandisce. Le celebra come icone del nostro tempo.

 

PRESS RELEASE

 

The repetition of urban elements and of the symbols of our times forces the individual to abandon ties to a specific geographic location, making him a citizen of a infinite global community (from Milan to Berlin, from London to New York, from Tokyo to Sigapore).

In the search for identità, the artist reads the patterns that organize and shapes the physical structure within which this community functions. From this overview he extracts the standardized and recurring forms recognizable in our daily life: a windows, an intercom, a brand. Hemultiolies them, shrinks them or enlarges them. He celebrates the mas icons of our time.